L’avventura continua: l’Europa a Trento per la terza edizione del MEUT

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Dal 22 al 24 novembre 2018 Trento ha ospitato la sua terza edizione di un Model European Union. Un’esperienza ricca di emozioni raccontata da chi l’ha vissuta ed organizzata in prima persona.

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È da numerosi anni che le simulazioni MEU imperversano per le città europee e non solo. Ma cosa significa questa sigla? MEU sta per Model European Union che, similmente alla sua cugina MUN (Model United Nations), vuole proporre una simulazione del processo legislativo dei due organi fondamentali dell’Unione Europea: Parlamento e Consiglio dei Ministri.

Dal 22 al 24 novembre 2018, l’associazione Model European Union Trento ha dato vita alla terza edizione del MEUT, tenutasi presso la facoltà di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università degli Studi di Trento in collaborazione con il centro d’eccellenza Jean Monnet.

Noi, Ester ed Elisa, abbiamo visto nascere l’associazione nell’estate 2015 e a novembre 2016 abbiamo organizzato la prima simulazione a Trento, in italiano. È stata una strada lunga e tortuosa quella che ci ha portato oggi a completare la terza edizione. Eravamo un piccolo gruppo di ragazzi con nessuna esperienza in merito a simulazioni ma grazie anche a dei professori con molta pazienza e competenza, in primis il professor Marco Brunazzo, la prima edizione è andata a gonfie vele.

Dopo questo grande successo, però, sapevamo che di volere qualcosa di più. Certo, l’italiano è la nostra lingua madre, ma il nostro obiettivo era quello di renderci internazionali: per questo motivo nell’organizzare la seconda edizione abbiamo puntato sull’inglese. Non è certamente facile obbligare un gruppo di studenti prevalentemente italiani parlare una lingua diversa dalla propria ma, dopo alcuni moniti e sollecitazioni, ci siamo accorti che anche al di fuori della simulazione cominciavano a parlare inglese.

È la presenza di questo progetto all’interno dell’Università di Trento che ha permesso a diversi membri attuali di BETA Italia di venire a contatto con questa realtà e con la nostra associazione.

Per questa terza edizione abbiamo voluto mantenere la lingua inglese e quindi continuare sulla strada di internazionalizzazione che avevamo intrapreso a novembre 2017. In questo intenso weekend i partecipanti hanno dovuto discutere di temi rilevanti per la Commissione Europea in questo periodo d’incertezza economica e di dibattito riguardo i cambiamenti climatici: il regolamento sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas e la direttiva relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione.

La realizzazione di questo progetto ha permesso al piccolo gruppo di studenti che formano l’associazione trentina di mettersi alla prova in diversi ambiti, di cooperare tutti insieme aiutandosi a vicenda per consentire ad un centinaio di universitari di cimentarsi nella negoziazione politica e stesura di norme legislative dell’UE.

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Organizzare progetti di questa portata non è certamente un compito semplice ma grazie ad una forza di volontà elevata e un forte spirito di collaborazione anche un piccolo manipolo di studenti riesce a fare molto e organizzare eventi così grandi.

Perché quello che rende noi organizzatori soddisfatti alla fine di questi tre giorni è vedere come ogni partecipante si sia immedesimato nel personaggio, come si sia messo in gioco e abbia preso parte attivamente al progetto. Perché l’idea fondante di questi eventi non è quella di essere i più bravi o di aver fatto passare più emendamenti, ma è quello di aver capito qualcosa in più di come funzionino le istituzioni dell’Unione, è l’aver trovato degli amici con cui condividere gli ideali europei. E se alla fine della simulazione vediamo gli occhi sognanti dei giovani che aspettano la prossima occasione di partecipare a progetti del genere, tutte le notti insonni passate per organizzare il tutto saranno valse la pena. Vedere come la rappresentanza trentina sia sempre presente e folta ai MEU internazionali ci riempie d’orgoglio e dà valore a tutte le chiamate Skype finite alle 3 di notte.

E, a qualche giorno di distanza, quando sfogliamo il giornale della simulazione “MEUT Tribune”, un sorriso si forma sul nostro volto a ricordare l’enfasi e il pathos di alcuni momenti vissuti in questi giorni. Perché anche se non eravamo noi le dirette protagoniste, ci siamo immedesimate in ogni ruolo, in ogni discussione, in ogni battibecco tra partiti e ogni scenetta. Certo, forse questa è solo una simulazione e certe posizioni vengono interpretate in maniera nettamente grottesca, ma siete sicuri che alcuni momenti che noi abbiamo vissuto tra studenti in queste aule di università non si siano svolti anche in aule parlamentari?